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Montecristo >
-PRESENTAZIONE:
Isola di Montecristo
L'Isola di Montecristo, fa parte delle isole dell'Arcipelago Toscano, la sua superficie e' di 1.039 ha; lo sviluppo costiero e' di 16 km e dista circa 45 Km dall'Elba e 63 Km dall'Argentario.
Riserva Naturale Integrale con decreto ministeriale del 4 marzo 1971, Montecristo e' territorio del comune di Portoferraio, ed appartiene alla provincia di Livorno.
COME ARRIVARE. La distanza dalla terraferma (tre ore e mezzo di navigazione in mare aperto con imbarcazione a motore) e la mancanza di servizi regolari rendono l'accesso piuttosto difficile e costoso
VISITATORI. La visita e' consentita soltanto per ragioni di studio e per escursioni naturalistiche
LA RISERVA NATURALE:
Nel 1971 Montecristo e' stata dichiarata Riserva naturale sulla base di un accordo fra il Ministero della Marina Mercantile, il Ministero delle Finanze e il Ministero dell'Agricoltura. In seguito, l'isola e' anche stata proclamata Riserva Naturale Biogenetica dal Consiglio d'Europa.
Pertanto l'accesso e' rigorosamente vietato al pubblico e consentito esclusivamente, previa autorizzazione, per ragioni di studio o per escursioni naturalistiche guidate.
Inoltre, nel tentativo di favorire la conservazione dell'importante ambiente marino, intorno all'isola e' stata creata, nel 1979, una Riserva Naturale Marina che protegge la costa per una fascia di 500 metri, all'interno della quale sono espressamente vietati transito, pesca e balneazione.
Isola selvaggia e disabitata (ci risiede solo un custode con la sua famiglia), coperta di macchia mediterranea, costituisce un importante luogo di rifugio e di riposo per gli uccelli migratori.
Una zona di tutela biologica intorno all'Isola di Montecristo, in una fascia di mare larga 500 metri, protegge la foca monaca e ne favorisce la riproduzione e l'accrescimento insieme a numerose altre specie marine.
Dipende amministrativamente dal comune di Portoferraio (Isola d'Elba).Per potersi recare a Montecristo, e' necessario ottenere un'autorizzazione dal Ministero che viene rilasciata principalmente per motivi di studio ad Universita', Associazioni o Enti di ricerca.L'accesso e' limitato a numero chiuso annuo e solo su prenotazione.
Contattando l'ex A.S.F.D. di Follonica Tel. 0566 40611 oppure 0566 40019.
ZONE TUTELATE:
A terra: il 100% del territorio (zona 1); inserito nel perimetro del Parco e' anche lo Scoglio d'Africa o Formica di Montecristo, il cui territorio e' tutelato al 100%
A mare: a mare: il 100% fino a 1 km dalla costa (zona 1)
La Riserva Naturale dell'isola di Montecristo:
UBICAZIONE. Nel mar Tirreno, nell'arcipelago Toscano ( provincia di Livorno ), quasi alla stessa distanza dal continente e dalla Corsica
CARATTERISTICHE. Istituito nel 1971 ha una estensione di circa 1031 ettari
GEOLOGIA. L'ossatura di Montecristo e' costituita da roccia granitica messa in posto in seguito alla distensione post orogenica che ha interessato il mar Tirreno; i processi erosivi su tale litologia danno origine ai tipici sferoidi e liscioni, tafoni e marmitte erosi e scavati sia dall'azione del vento che da quella delle acque
AMBIENTE. Piccola isola costituita da una motagna ripida, accidentata e selvaggi, di natura granitica, culminante a 645 metri con il Monte della Fortezza, in parte rivestita di macchia
FLORA. Tipica vegetazione mediterranea con erica, mirto, corbezzolo, lillatro e con presenza di orniello e leccio, quest'ultimo con una notevole formazione forestale residua presso il Collo dei lecci
FAUNA. La scarsa ricchezza di specie e' compensata dall'interesse notevole di alcune di queste tra cui la capra selvatica di Montecristo, il gabbiano corso, il falco pellegrino e la vipera di Monetecristo
INFORMAZIONI. Presso l'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali
AUTORITA'. Gestione ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali -via G.Carducci, 5 -00100 Roma ( tel. 06/4123984)
-CENNI STORICI:
Consegnata alla leggenda dalla penna di Alexandre Dumas, che la rese famosa nel mondo, l'Isola di Montecristo e' la piu' selvaggia e lontana tra quelle dell'Arcipelago Toscano. Il romanziere francese ambiento' alla fine dell'Ottocento l'avventura dei detenuti alla ricerca di un favoloso tesoro anticamente custodito dai monaci e protetto nei recessi di una grotta. Gli studiosi suppongono che il mitico tesoro reso protagonista da Dumas fosse costituito in realta' da suppellettili e arredi sacri, e che ad impadronirsene fossero stati i pirati capeggiati da Dragut circa tre secoli prima della data favoleggiata dal romanziere.
Nel 1553 i corsari di Dragut, dopo aver saccheggiato la Sicilia e la Sardegna, saccheggiarono anche Montecristo spogliandola dei suoi tesori e riducendo i monaci in schiavitu'. La leggenda del forziere ha continuato ad aleggiare per secoli e in molti, avventurieri e ricercatori, si sono inoltrati nei boschi inospitali di Montecristo alla ricerca di un tesoro perduto che ancora oggi rimane tale.
E' possibile prenotare una visita giornaliera con mesi d'anticipo, aggregandosi ad uno dei piccoli gruppi organizzati periodicamente dal Corpo Forestale di Follonica. Montecristo e' completamente montuosa, selvaggia e inospitale, difficile da raggiungere e resa pressoche' inespugnabile dagli enormi rilievi granitici.
Le coste frastagliate si ergono a picco sul mare e per via dell'azione modellante degli agenti atmosferici assumono configurazioni stravaganti e curiose che aumentano il fascino tetro e magnetico dell'isola. I boschi di lecci che un tempo ricoprivano Montecristo rimangono solo lungo la dorsale centrale, mentre i fianchi delle montagne sfoggiano un rigoglioso manto di macchia mediterranea, che nasconde numerose sorgenti e ruscelli. L'unico punto di accesso all'isola e' Cala Maestra e nella valletta omonima si trovano gli unici edifici di Montecritso, fra i quali la Villa Reale.
Dopo il saccheggio operato dai corsari di Dragut, l'isola venne abbandonata e negli ultimi secoli e' passata nelle mani di diversi proprietari: dal nobile inglese Taylor che edifico' la Villa di Cala Maestra, al nobile fiorentino Ginori che vi istitui'una riserva di caccia, al futuro re Vittorio Emanuele III che introdusse a Montecristo mufloni e capre del Montenegro. Della storia passata rimangono come testimonianze la Fortezza, costruita sul monte omonimo a circa 650 metri sul livello del mare, e' il punto piu' alto dell'isola. Probabilmente a costruirla furono gli Appiani ed oggi ne resta soltanto il basamento in pietra. Si conservano anche i ruderi del Monastero eretto dai Benedettini nel Medioevo ed abbandonato nel 1500 a seguito delle devastazioni compiute dai pirati di Dragut.
Costruito in granito, ospitava al piano terra le sale comuni e celle individuali al piano superiore: oggi resta poco piu' che un ammasso di ruderi che recano i segni degli scempi compiuti dai cacciatori di tesori e dai militari della marina militare tedesca che lo usavano per le esercitazioni di tiro durante l'ultimo conflitto mondiale. Soltanto l'imponente facciata gotica riesce ancora a resistere, incurante del tempo e dell'abbandono. Il convento venne dedicato a San Mamiliano, morto sull'isola nel 460, e che si dice si sia rifugiato in una grotta sotto al Monastero dopo aver ucciso il drago. La Grotta del Santo e' situata sulla cala omonima e in realta' si tratta di un sobrio santuario incassato nella roccia, al cui interno sgorga una sorgente ritenuta miracolosa.
A poca distanza si conservano anche i ruderi di un vecchio mulino ad acqua costruito con blocchi squadrati di granito. La Villa Reale, oggi trasformata in foresteria per accogliere i ricercatori, venne fatta costruire verso la meta' dell'Ottocento dal ricco inglese Lord Taylor. Restaurata verso la fine del XIX secolo per volere del nobile fiorentino Ginori che trasformo' l'isola in una riserva di caccia, conserva dietro agli orti coltivati anche un piccolo Museo di storia naturale che conserva alcuni esemplari caratteristici dell'isola.
Per ulteriori informazioni Visitate:
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