L'ISOLA DEL FERRO E DEL FUOCO >
L'ISOLA DEL FERRO E DEL FUOCO
Il tesoro piu' prezioso che l'isola possiede bisogna cercarlo nel sottosuolo; per questo da piu' di 4.000 anni generazioni di minatori hanno scavato alla ricerca prima del rame e poi del ferro. Persino il nome piu' antico dell'isola (Aethalia=scintilla) deriva dai fuochi sprigionati dai forni di riduzione del ferro, che dovevano essere ben numerosi quando i Greci incrociavano nelle acque dell'alto Tirreno, durante i loro viaggi tra le colonie dell'Italia meridionale e Marsiglia.
Il patrimonio mineralogico elbano, inserito in magici paesaggi, accompagnato da notevoli emergenze floristiche e faunistiche e' parte di un contesto ambientale modellato da una storia geologica vecchia almeno di 400-500 milioni di anni e che, negli ultimi 100.000 anni, si e' sovrapposta ed ha interagito con la storia antropica del territorio.
Il mondo occidentale non conosceva ancora la potenza di Roma, ma in tutto il Mediterraneo si sapeva che tra la Corsica e l'Etruria c'era un'isola straordinariamente ricca di ferro. Del resto e' stata proprio l'Elba che ha fatto la fortuna degli Etruschi, la piu' raffinata tra le civilta' italiche.
Il popolamento delle terre elbane e la probabile utilizzazione dei suoi minerali, si intensifica nel Neolitico e nelle successive Eta' dei metalli. A riprova di cio' restano l'eccezionale sito sepolcrale Eneolitico della grotta di S. Giuseppe a Rio, i resti delle culture sub-appenniniche del Capanne, le leggende degli Ilvates e degli Argonauti, i cercatori di metalli della mitologia greca, fondatori di Argo, la prima Portoferraio.
Ma e' nel primo millennio avanti Cristo che l'Isola d'Elba entra nella "storia mineraria" dell'Umanita'. Virgilio, Strabone, Diodoro, Siculo ed altri autori classici ci hanno lasciati scritti sulle miniere di ferro e sulle cave di granito della greca Aethalia e della romana Ilva, l'isola che si trovava nel mare dei Tirreni.
Ancora oggi cumuli di scorie ferrifere e resti di forni di riduzione presenti a Pomonte, S.Andrea, Capo Pero ed in numerose altre localita' costiere elbane, cosi'come le grandi masse di scorie che fino alla prima guerra mondiale ricoprivano la necropoli di S. Cerbone a Populonia, i resti dei minerali elbani ritrovati ad Ischia ed a Marzabotto, segnano l'importanza delle attivita' minerarie e siderurgiche espletate in periodo etrusco ed etrusco romano.
Nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, almeno fino alla recente chiusura dell'ultima miniera nel 1986, anche se con alterne fortune, e' continuata la coltivazione delle miniere di ferro e delle cave di granito, segnando in modo indelebile il paesaggio ed in grande motivando la storia e le tradizioni di quel piccolo ma meraviglioso pezzo di Pianeta che e' l'isola d'Elba.
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